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sergio garbellini

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Pensiamo mai che siamo ancora vivi?

Riflessioni

sergio garbellini

Poesia pubblicata il 14/09/2020 | 63 letture

Ogni volta che c’è un funerale
ci sentiamo vicini e più vivi,
è un impulso piuttosto normale,
dopotutto non siamo cattivi!

Quando scorre veloce la vita
non doniamo piaceri o sorrisi,
ci sentiam la coscienza pulita
pur se a volte noi siamo narcisi.

Riflettiamo guardando la bara,
capo chino e silenzio assoluto,
la persona ch’è morta era cara,
meritava un sincero saluto.

Le corone di fiori ammassate
lungo il muro, ... la tomba è richiusa,
le preghiere son già terminate
e la gente riparte confusa.

Terminata la triste funzione
si ritorna di nuovo alla vita
quotidiana e di quelle persone
sentiremo parlar di sfuggita.

Quella scena di morte è passata,
un ricordo che resta nel cuore
e la vita riprende affannata,
c’è un impegno che attende da ore!

...La famiglia, il lavoro, il dovere,
tutte cose che impongon la mente
e nessuno ci può trattenere,
ogni impegno diventa impaziente!

E’ una cosa del tutto normale
quel sentirsi legati alla vita,
altrimenti staremo assai male
senza aver la giornata gremita

da pensieri che spingono a fare
un qualcosa di nostro, interiore,
lavorare e poter guadagnare
per offrire con gioia d’amore

l’occorrenza alla moglie ed ai figli,
ciò fa parte del proprio dovere,
la stanchezza produce sbadigli,
ma l’azione ci arreca piacere.

Sensazione assai naturale,
...ci si sente vitali soltanto
quando siamo ad un funerale
e pensiamo, dimessi, al compianto!

Una volta cessato quel rito
ritorniamo nel nostro alveare
ed ognuno si sente rapito,
perché ha sempre qualcosa da fare!

Ma nessuno ripensa alla morte
e nessuno ringrazia la vita,
non abbiamo un carattere forte
per capire che abbiam tra le dita

un regalo immenso, divino
che ci lascia godere con gioia,
...pur legato al ferale destino
che alla fine si veste da boia!

...E si corre dal sorger del sole
fino a quando tramonta alla sera,
ma mi chiedo: “Ma cosa ci vuole
a donare una dolce preghiera,

un gradito e solenne pensiero
a Colui che con benevolenza
ci ha concesso un miracolo mero
di goder della nostra esistenza?”

Ma noi tutti, dal cuore egoista,
non perdiamo mai tempo a pregare,
la coscienza dell’opportunista
non si piega al dover ringraziare!

Nota dell'autore:

«Viviamo presi da mille problemi, corriamo avanti e indietro tutto il giorno, ma non pensiamo mai che siamo ancora vivi! Solo in presenza della morte di qualcuno, e soprattutto durante il funerale, riflettiamo su quanto la morte è diabolica e solo allora ci rendiamo conto di quanto sia importante la vita e la nostra salute!»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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