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sergio garbellini

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sergio garbellini

Poesia pubblicata il 21/11/2021 | 84 letture

Riavvolgiamo il nastro della vita
e ritorniamo al giorno che siam nati,
la nascita è andata un po’ in salita
perch’eravamo alquanto addormentati!

Ma, poi, pian piano a furia di vagiti
abbiamo incominciato a reclamare
i nostri spazi, unici e graditi,
per farci, in qualche modo, rispettare!

...Finché siam diventati dei bambini
con tutto un campionario di pressioni:
l’asilo, le matite, i soldatini,
le prime parolacce e gli spintoni.

Così in questo modo siam cresciuti,
andando alla scuola elementare
coi compiti davvero irresoluti,
al fine di studiare ed imparare.

E, poi, le medie, in seguito il liceo
con l’università per il diploma.
A questo punto è giunto il piagnisteo
e siamo sempre più entrati in coma,

perché non si trovava alcun lavoro,
ci siam dovuti, umili, adattare
a qualche posto in nero per decoro
per mantenerci in modo regolare.

Però la vita più non rispettava
i logici valori dello studio,
di giorno in giorno ci si trastullava,
con la speranza viva di un tripudio.

E, finalmente, dentro ad un ufficio
per svolgere un lavoro commerciale,
che, poi, s’è rivelato un beneficio,
perché d’altronde non si stava male!

Il tempo della giovane esistenza
scorreva senza nulla d’importante,
finché scattò l’amor, la convivenza
con la passione intensa e delirante.

...E nacque il primo figlio, un’altra figlia,
i compiti, i problemi e i sacrifici,
i soliti doveri e la famiglia
a scapito dei vizi e degli amici.

...I mesi, i compleanni, i figli grandi,
col fisico che inizia ad invecchiare,
i figli sono entrambi laureandi
e noi costretti sempre a lavorare.

...Finché si arriva a quella conclusione
d’aver versato tutti i contributi,
non resta che godersi la pensione ...,
però si son perduti ... gli attributi!

...Si stringe la figliola sotto al braccio,
la si accompagna in chiesa, sull’altare,
si gode nel momento dell’abbraccio
e poi si soffre nel lasciarla andare.

...Il maschio è in partenza per la Francia
per fare un’esperienza più diretta,
a la stazione un bacio sulla guancia
e si ritorna a casa senza fretta!

Il nastro della vita è completato,
...i letti dei figlioli sono intatti,
il ciclo familiare ... è terminato,
la sera si va a letto ... soddisfatti!

Nota dell'autore:

«Tutti noi senza volerlo registriamo un film lungo 90 anni durante i quali facciamo tante di quelle azioni delle quale non ci rendiamo conto e di episodi in questa pellicola ce ne sono a iosa, avventure, delusioni, soddisfazioni personali, amori e poi alla fine una volta completato il film della nostra vita riavvolgiamo il nastro e ci rivediamo il tutte le scene attraverso i ricordi che rimangono stampati nella mente.»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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