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sergio garbellini

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Dall’odio all’amore il passo è breve

Amore

sergio garbellini

Poesia pubblicata il 14/05/2022 | 72 letture

Tornai a casa veramente stanco,
avevo solo voglia di dormire,
però sentivo, dalla casa a fianco,
il suono di una tromba, ... da impazzire!

M’alzai di scatto col pigiama addosso,
bussai a quella porta con violenza ...,
...una ragazza con il viso rosso
e in preda a una visibile impazienza

aprì la porta e disse: “Che maniere!
C’è un modo più civile per bussare! ”
Risposi: “Ma non può soprassedere
con quella tromba? Mi sta a disturbare,

son stanco morto e vorrei dormire! ”
La giovane aggiunse: “Sto studiando,
di giorno non ho tempo ad eseguire
i brani musicali! ” ... Di rimando

le replicai: “Guardi che di notte
la gente ha diritto a riposare,
se non la smette, qui finisce a botte! ”
Rispose la ragazza: “Malmenare

chiunque non esegue i suoi comandi!
Gli uomini fan rima con violenza,
non usano vocaboli più blandi,
ma vivon di minacce e prepotenza!

Non sanno ragionar con gentilezza,
ma ricorrono all’uso delle mani
per mettere a tacere con rudezza
le donne con dei gesti disumani! ”

Rimasi veramente un po’ indeciso,
perché in effetti m’ero presentato
con modi rudi, senza un preavviso
e la parvenza del maleducato!

Guardai quella ragazza risentita
e dissi, con un tono assai gentile:
“Mi scusi se a quest’ora l’ho investita
d’accuse e in modo poco signorile,

però la tromba dà un fastidio immenso
e quando una persona è assai stremata
quel suono così perfido ed intenso
la scuote sì da renderla arrabbiata!

Adesso vuole aver la compiacenza
di non suonar per quattro o cinque ore
per farmi riposare a sufficienza
e risvegliarmi con il buonumore?”

Lei assentì, ma vidi che il suo sguardo
restava su di me in modo strano,
un qualche cosa di intimo, maliardo.
D’un tratto, poi, mi allungò la mano

in segno di saluto, ero intontito,
la strinsi, ma restai affascinato!
Guardandola non m’ero mai sentito
così tremendamente interessato!

Lei mi guardò in modo sibillino
ed accennò un tenero sorriso
e, poi, deciso le andai vicino,
le diedi un bacio flebile sul viso

e stava per rientrare dentro casa,
ma io la presi, la baciai d’istinto,
lei si sentì completamente invasa
da un desiderio fino allora estinto

e gentilmente m’invitò ad entrare ...
Abbracci e baci, fervida tensione
e sul divano, senza più parlare,
ci unimmo a soddisfare la passione!

La tromba, da quel giorno, restò muta,
io feci aprire un varco lungo il muro
per stare accanto a quella “sconosciuta”
e vivere un legame duraturo!

Nota dell'autore:

«A volte capita di incontrare una ragazza strana che ci complica la vita, ma gli occhi parlano più del cuore ed è bastato uno sguardo e un sintomo di attrazione per far esplodere la miccia dell’amore. Dal momento della lite c’è stato solo un condividere momenti meravigliosi profumati d’amore, due ragazzi compiacenti che stanno vivendo in paradiso.»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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